OPERE COMPLETE 

 

IV. I fondamenti della filosofia del diritto

L’opera fu pubblicata per la prima volta nel 1916 e successivamente, vivente il Gentile, conobbe 3 edizioni, l’ultima delle quali nel 1937. Fu tradotta in spagnolo nel 1942. Secondo il progetto elaborato tra gli anni Quaranta e Cinquanta dalla “Fondazione Giovanni Gentile per gli Studi Filosofici”, I fondamenti della filosofia del diritto costituisce il vol. IV delle “Opere Sistematiche” del Filosofo. In tale collezione fu pubblicato prima dalla Casa Editrice Sansoni e poi dalla Casa Editrice Le Lettere, sempre di Firenze.
Inizialmente il volume raccoglieva un corso di lezioni, tenute nell’anno accademico 1915/16, per gli studenti della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Fu poi successivamente arricchito di nuovi capitoli, con saggi degli anni Trenta. Nonostante i diversi interventi, il volume ha una sua innegabile coerenza di fondo, utile altresì a comprendere la natura delle scelte politiche del Filosofo.
Nella configurazione definitiva del volume il Filosofo spiega che lo spirito, in quanto farsi, non è semplicemente attività pratica, bensì attuazione della realtà morale. Il diritto, pertanto, non deve essere concepito come fatto, come ciò a cui necessariamente occorre adeguarsi, bensì, nella intrinseca relazione dialettica del valore teoretico con quello morale, come realizzazione dello spirito, quindi del bene. Pertanto l’individualità particolare non può che continuamente risolversi nella sostanza universale attraverso la volontà, la quale garantisce la libertà dell’atto del soggetto. La vera legge è, quindi, quella che veramente si vuole e che esiste in interiore homine e non inter homines.
Ne segue che, allorché si dice che la forza è il principio del diritto, si deve intendere tale forza non come una coazione esterna, ma come ciò che liberamente si determina come obiettivo, per cui la legge che si vuole non può mai essere ingiusta. Di qui il carattere etico dello Stato, poiché il costume (ethos), in cui la moralità come universalità del volere si attua, diventa diritto, così come la vis etica organizza e sostiene la famiglia. Per tale aspetto, la volontà di un popolo coincide con quella dello Stato e tra Stato e politica non ci può essere distinzione, sempre in virtù della volontà di universalità che li costituisce. Così lo stesso Stato è, innanzitutto, in interiore homine.

Introduzione allo studio della filosofia pratica o della vita morale
1. Lo spirito come attività pratica
2. La realtà morale
3. Identità di attività pratica e realtà morale
4. L’attività pratica
5. Il concetto dialettico della realtà morale come unità di bene e di male
6. Critica del concetto astratto del male
7. L’errore dell’etica intellettualistica
8. L’etica greca eudemonistica
9. L’etica cristiana e Kant
10. L’etica rosminiana
11. Il formalismo di Kant e il carattere dialettico della concezione rosminiana del volere morale
12. Elementi intellettualistici persistenti nella dottrina rosminiana
13. Carattere della morale rosminiana

Parte prima
La necessità e l’assunto della filosofia del diritto
1. Filosofia del diritto, sociologia, teoria generale del diritto
2. Il diritto come idea
3. Immanenza del metodo nel concetto del diritto
4. Il diritto come fenomeno o fatto, e conseguenza di questa posizione
5. Distinzione tra fenomeno giuridico e categoria giuridica
6. La categoria come fenomeno e la categoria come tale
7. Immanenza della categoria giuridica nei feno­meni che sono oggetto della storia del diritto
8. Differenza tra la teoria generale del diritto (e ogni fenomenologia giuridica) e la filosofia del diritto
9. La contestabilità di una categoria giuridica
10. Ripugnanza intrinseca tra i due concetti di diritto e di fatto
11. Il pensiero come atto
12. Il concetto della libertà
13. Fatti naturali, fatti umani, e la storia eterna del Vico
14. Equazione del fatto umano col fare
15. Il principio del diritto come fatto, e la categoria
16. La filosofia inconscia degli empiristi del diritto
17. Il compito della filosofia del diritto
18. La realtà come pensiero

Parte seconda
La realtà come pensiero
1. La realtà realizzata dal pensiero
2. Necessità di concepire tutta la realtà come realizzata dal pensiero per evitare lo scetticismo
3. Assurdità dello scetticismo
4. La realtà come realtà del pensiero
5. Le difficoltà dell’oggettivismo
6. Il motivo psicologico della ribellione comune contro l’idealismo
7. Il diritto come forma di realtà spirituale

Parte terza
La realtà morale
1. Cognizione e volontà
2. Facoltà dello spirito e processo spirituale unico
3. Analisi del processo in cui si attua l’Io
4. Esclusione di ogni molteplicità da cotesto processo
5. Origine storica della dualità di intelletto e volere, e caratteri dello spirito come volontà
6. L’attività creatrice della volontà e la filosofia greca
7. La libertà dello spirito in generale, e la filosofia greca
8. Concezione moralistica del valore della scienza
9. Riflesso attualistico nel concetto della volontà
10. La libertà come creatività assoluta
11. La distinzione esatta tra cognizione e volere
12. Teoria della volontà
13. La dialettica della realtà spirituale
14. La teoria kantiana dell’autonomia del volere, suo significato e sua estensione al concetto univer­sale dello spirito
15. Impossibilità di isolare il valore estetico dal morale
16. Immanenza del valore morale in quello estetico
17. Relazione del valore teoretico col morale
18. Il bene

Parte quarta
Lo svolgimento, l’individuo e la società
1. Valore e disvalore (bene e male) come opposti nell’atto identico dello spirito, e impossibilità di aver l’uno senza l’altro
2. Il male come momento interno del bene
3. Lo svolgimento e l’individuo come universale
4. L’egoismo rispetto al materialismo e rispetto all’ idealismo: il particolare dell’ individuo come grado del volere universale
5. La volontà come concordia discors
6. L’individuo e la società come processo di realtà spirituale
7. La società inter homines e la società in interiore homine
8. L’autorità e la legge
9. La legge e le leggi
10. Le leggi come vita della legge
11. Intimità d’ogni autorità e d’ogni legge

Parte quinta
L’interno e l’esterno della legge
1. La forza come principio del diritto
2. Doppio significato della forza secondo che si considera a parte subiecti o a parte obiecti ed
equivoco proprio delle polemiche contro le dottrine che derivano il diritto dalla forza
3. L’esempio del Rousseau
4. Spiritualità e intimità della forza creatrice del diritto
5. L’aspetto esterno e l’aspetto interno della legge
6. Interiorità della forza coattiva dello spirito

Parte sesta
La morale e il diritto
1. Eticità positiva dell’atto concreto del volere
2. Posizione del volere come volere e come voluto
3. Il voluto come legge del volere
4. Il volere già voluto e il distacco del volere dal voluto
5. Il già voluto come limite della libertà
6. Il già voluto, come diritto in senso stretto, sussistente nel volere attuale, che è morale
7. Il diritto come astratto universale opposto all’astratta particolarità del soggetto
8. Intimità della legge come diritto alla libera volontà morale
9. Diritto oggettivo e diritto soggettivo
10. La coattività del diritto
11. Coazione e sanzione
12. Le garanzie del diritto
13. Critica della distinzione giusnaturalistica dell’attività interna e dell’attività esterna della persona
14. Gli organismi giuridici nel processo storico
15. Esempio: il diritto di proprietà
16. Legge giuridica e legge morale nella loro differenza e nella loro identità
17. Il motivo delle valutazioni morali cui è sottoposto il diritto
18. La legge ingiusta

Parte settima
Lo Stato
1. La scoperta del concetto di Stato
2. Individualismo e giusnaturalismo
3. Contrattualismo
4. Anarchismo e necessità d’un superiore concetto dell’individuo
5. Carattere materialistico dell’individualismo
6. Concezione dialettica o storica dell’individuo
7. Definizione dello Stato come sostanza etica
8. Universalità dell’autocoscienza come sapere
9. Universalità dell’autocoscienza come volere
10. Processo di realizzazione della universalità della autocoscienza
11. Il processo dello Stato come processo dell’individuo
12. Eticità dello Stato come sostanza
13. Fondamento materialistico dell’accusa di statolatria
14. Impossibilità di conferire forma etica allo Stato che non sia per se stesso etico
15. Difetto dello Stato nel concetto di Hegel: i limiti dello Stato
16. Difetto di metodo
17. Gli Stati e lo Stato (nostro)
18. Identità di Stato e storia universale
19. Oggettività della vita sociale interna allo stesso soggetto
20. Famiglia e Stato

Parte ottava
La politica
1. Diritto come astratta posizione del volere, ed eticità
2. La critica della opposta opinione
3. La legge come azione giuridica
4. L’azione giuridica come volontà voluta
5. Il limite giuridico della volontà come autolimitazione
6. La dialettica del diritto
7. La fenomenologia del diritto
8. La legge morale e le leggi
9. La politica e lo Stato
10. La volontà del popolo e l’individuo
11. La storia del diritto
12. Diritto e logo astratto
13. Le obbiezioni alla dottrina della identità di morale e politica
14. Il diritto corporativo e lo Stato corporativo